Perché dovresti tenere un criceto ai piedi della tua stampante 3D per metalli, se non vuoi che i tuoi operatori diventino come gli zombie del celebre video musicale di Michael Jackson?

Ecco il metodo più economico per salvare i tuoi operatori

dal temibile Killer Argon.

3 criceti

Perché l’Argon è un killer pericoloso e come puoi salvaguardare i tuoi operatori dalla partita a scacchi con la morte?

L’argon, parola che in greco antico significa “pigro”, è un gas nobile, utilizzato nella stampa 3D per la produzione e la lavorazione di polveri metalliche reattive.

Per polveri reattive si intende tutte le polveri con un’elevata presenza di carbonio, come Alluminio e Titanio.

L’argon è un gas inerte, ovvero un componente che nell’ambiente non va a modificare la reazione chimica in atto.

Il vero pericolo di questo gas è rappresentato dal fatto che sia completamente inodore e incolore!

Perché questo è un problema?

Perché i gas inerti come l’Argon, per la carenza di ossigeno, posso causare asfissia;

ecco perché sono altamente pericolosi!

«Ma se il mio operatore si accorge di non respirare bene, lascia subito la camera di stampa! Dov’è il problema?»

Il problema è che non c’è modo di accorgersi della presenza di una perdita di argon e questo non lo dico io per spaventarti!

Lo dicono due importanti associazioni che nel loro sito spiegano quali sono i sintomi dell’asfissia e perché questi sintomi non sono sufficienti per far sì che l’operatore si accorga che sta soffocando.

Secondo l’associazione Assogastecnici e l’EIGA, l’Associazione Europea dei Gas Industriali, le informazioni disponibili sulla pericolosità dei gas inerti, non sono sufficienti per salvaguardare i propri operatori, che ogni giorno rischiano la vita e non lo sanno.

Quali sono i sintomi dell’asfissia prodotti dall’Argon, sintomi che non allarmeranno i tuoi operatori che rischiano di soffocare senza nemmeno accorgersene?

  • Vertigini;
  • Mal di testa;
  • Difficoltà di parola;

quando il tuo operatore si accorge anche solo di uno di questi sintomi è già troppo tardi; trovai il tuo operatore svenuto o morto sul pavimento ai piedi della tua stampante 3D ad argon.

E sarà ormai troppo tardi per chiamare l’ambulanza e salvargli la vita.

La quantità essenziale di ossigeno per la vita e quella che normalmente contiene l’aria che respiriamo è del 21%. La situazione diventa pericolosa quando l’ossigeno si riduce a meno del 18%.

Cosa che succede inalando anche solo 1 respiro di Argon!

Questi gas inerti non solo agiscono senza preavviso, ma anche rapidamente.

Solo una rapida rianimazione può evitare al tuo operatore danni cerebrali per mancanza di ossigeno al cervello. Quindi se hai in azienda una stampante 3D ad Argon o hai intenzione di comprarne una, assicurati di preparare anche un team di rianimazione che possa raggiungere velocemente la tua azienda per salvare l’ operatore in turno.

Dovresti organizzare i componenti della tua squadra di soccorso in anticipo!

Secondo il documento redatto dall’associazione Assogastecnici, spesso anche chi interviene a soccorrere l’operatore ci lascia le penne!

Nella tua azienda quindi non avrai solo bisogno di una squadra esperta di soccorritori, ma anche di eroi pronti a rinunciare alla propria vita per quella di un’altra persona.

Attento ai luoghi chiusi e stretti!

Il killer Argon miete più vittime in luoghi chiusi e stretti, come potrebbe essere la stanza dove tieni la tua stampante 3D.

Nei luoghi confinati o stretti, l’Argon potrebbe essersi accumulato perché lo spazio potrebbe non essere stato accuratamente ventilato o bonificato e non c’è cambio d’aria sufficiente.

«I miei operatori indossano la tuta adatta a salvaguardare la loro salute! Non rischiano niente!»

Gli operatori che lavorano con le stampanti 3D ad argon per legge devono indossare la giusta armatura, come devi cavalieri che vanno in battaglia!

mascherine antigas, scarpe antistatiche, guanti, autorespiratori con bombole d’aria…

Pensi davvero che basti vestirli da Palombari per garantire la sicurezza dei tuoi operatori?

Come fai ad assicurarti che la mascherina non abbia qualche anomalia di fabbricazione? Basta davvero poco per rimanere asfissiati: un piccolo buchino nella tuta, una distrazione dell’operatore o un uso improprio della mascherina.

La sicurezza non è mai abbastanza e le variabili che devi controllare e che possono incidere sulla sicurezza del tuo personale sono davvero troppe, come dimostra la tragedia accaduta in un’azienda milanese il 16 gennaio 2018.

I quattro operai, secondo l’autopsia, sono morti asfissiati dall’argon presente nel forno industriale utilizzato per realizzare laminati in titanio.

Se stai pensando che la tua azienda ha tutti i crismi di sicurezza imbattibili, sappi che anche Superman aveva la sua criptonite;

nell’azienda milanese infatti l’allarme che indicava la fuoriuscita di argon era perfettamente funzionante, solo che non è entrato in funzione quando doveva!

Vatti a fidare dei sistemi preventivi di sicurezza ed ecco cosa succede!

Errare tecnologicum est.

Se non vuoi che i tuoi operai facciano la stessa fine di questi poveri uomini, hai due soluzioni, due strade da intraprendere, subito:

Ecco la prima soluzione veloce ed economica se vuoi far fuggire i tuoi operatori prima che il temibile killer argon li catturi:

Metti la gabbia di un criceto ai piedi della tua stampante 3D ad argon!

Ti direi di non usare l’argon, ma se devi stampare in 3D componenti in alluminio, non hai altra scelta che andare al negozio di animali e comprare un piccolo roditore che, mentre gira nella sua ruota, non solo fa compagnia ai tuoi operatori, ma gli può anche salvare la vita.

L’argon è un gas pesante che, quando fuoriesce, si va a sedimentare nel fondo della stanza, spostando l’ossigeno in alto.

Se dovesse esserci un’uscita di argon dalla camera di stampa, il criceto rimarrebbe stecchito!

Se i tuoi operatori si accorgono che il criceto è a pancia in sù con la linguetta di fuori, beh devono darsela a gambe SUBITO, prima che sia troppo tardi.

«E se i miei operatori non si accorgono subito che il criceto è schiattato?»

Se non se ne accorgono subito, allora mettere il criceto nella stanza della tua stampante 3D non serve a nulla. Il metodo funziona solo se paghi un operatore della sicurezza che passi le sue ore di lavoro a controllare che il criceto sia ancora vivo.

È assurdo, lo so, ma quando si tratta di sicurezza sul lavoro e diritti umani, si deve prendere in considerazione qualsiasi fattore e ci si deve ingegnare per evitare le catastrofi come quella successa a Milano.

Tutti i gas utilizzati in camera di stampa 3D sono così pericolosi?

No.

Prima ti ho parlato di due soluzioni. La seconda è rivolta a tutti i produttori che vogliono utilizzare una stampante 3D per realizzare i propri componenti in acciaio, dato che la stampante di cui ti parlerò è specializzata solo in acciaio!

Non tutti i gas sono così letali per fortuna e non tutti costringono gli operatori a fare testamento prima di andare al lavoro.

3D4STEEL non vuole sottoporre a questo pericolo i propri operatori e non vuole nemmeno usare i criceti come forma preventiva.

Ecco perché abbiamo preferito non usare l’argon per la nostra stampante 3D e optare per l’azoto!

L’azoto è un gas nobile e inerte.

Ti starai chiedendo qual è la differenza allora con l’argon…

Ecco le differenze fra Argon Killer e azoto:

  • L’argon è un gas più pesante dell’azoto, ecco perché quando fuoriesce da una perdita si va a sedimentare in basso e sposta l’ossigeno in alto, asfissiando gli operatori.
  • Ci vogliono grandi quantità di azoto per morire di asfissia, mentre con l’argon ne è sufficiente la presenza del 2%;
  • L’azoto è meno pericoloso! Considera che l’atmosfera terrestre è composta dal 78, 094% di azoto, 20, 946% di ossigeno e solo lo 0,934% di argon;
  • Mentre gli operatori per maneggiare l’argon devono essere vestiti come astronauti appena sbarcati sulla Luna, gli operatori che lavorano con la stampante 3D ad azoto possono indossare una piccola mascherina. Questo significa che la loro divisa da lavoro è più comoda e leggera;

Per la stampante 3D4STEEL usiamo l’azoto preso direttamente dall’ossigeno dell’aria della stanza, quindi non devi nemmeno comprare bombole in più, che potrebbero essere pericolose e costose!

In più i tuoi operatori non devono vestirsi da palombari per lavorare e non devono fare da babysitter al criceto.

Potrai sempre comprati il criceto, ma per portartelo a casa!

Se devi stampare in acciaio, la tua scelta deve ricadere su stampanti 3D ad azoto dato che sono più sicure.

Se invece usi l’argon, fallo a tuo rischio e pericolo, consapevole della pericolosità del killer che fai maneggiare ai tuoi operatori. Comprati quindi il criceto e mettilo sotto la tua stampante 3D, almeno potrai dire di avere una sicurezza in più o almeno di averci provato.

Quindi se:

  • Vuoi imparare ad usare una stampante 3D ad azoto;
  • Vuoi sapere se è adatta a produrre esattamente i componenti di cui hai bisogno;
  • Vuoi sapere quanto ti costerà tenerla in azienda e gestirla;
  • Vuoi sapere come sfruttarla al meglio per produrre 5 volte più velocemente rispetto alle altre stampanti 3D generaliste e come aumentare il tuo fatturato;

Ecco l’unica soluzione che ti permette di avere un quadro completo di come sarebbe avere una stampante 3D nella tua filiera produttiva, ti basta cliccare qua sotto!

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È sempre meglio perdere 7 minuti per compilare un questionario, che cancellare per sempre anni di vita dei tuoi operatori.

Ad Maiora.

2018-12-04T10:14:06+00:00Nov 10th, 2018|Gas per stampa 3D, Sicurezza degli operatori, Stampa 3D per acciai|

About the Author:

Fondatore e CEO di 3D4STEEL. Creatore del metodo CorSystem - il metodo definitivo per produrre più velocemente e guadagnare di più con una stampante 3D per acciai. Imprenditore 4.0

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