Il “metodo del criceto” basterà a salvare la vita ai tuoi operatori?

Il “metodo del criceto” basterà a salvare la vita ai tuoi operatori?

Se il lavoro nobilita l’uomo, la sicurezza nobilita il lavoro. Questo concetto lo stiamo vivendo in prima persona noi imprenditori oggi, costretti a mandare in vacanza forzata i nostri operatori, per garantirgli la sicurezza ed evitare la diffusione del COVID-19.

In Italia la sicurezza sul lavoro è regolamentata dalla legge DLgs. 81/08.

Secondo lo stato italiano la sicurezza sul lavoro è carico del datore di lavoro, dei suoi dipendenti o dei suoi collaboratori, che devono impegnarsi ad adottare un comportamento consono alla struttura in cui si trovano o alla mansione loro affidata.

Queste consuetudini servono per preservare la salute e non sottoporsi ai rischi, come esporsi a pericolosi gas o lavorare senza l’adeguata attrezzatura.

Visto che non sono un virologo, ma un esperto in stampa 3D per l’applicazione meccanica, oggi voglio spendere una parola proprio sulla sicurezza sul lavoro, un dovere civile e umanitario, che tutti gli imprenditori meccanici dovrebbero mettere come priorità fra i propri valori aziendali.

Questo tipo di stampanti, per comodità, io le chiamo GENERALISTE, proprio perché la loro applicazione non è specializzata su un singolo settore o su una specifica famiglia di polveri.

Quanto è sicura una stampante 3D per metalli?

Non parlerò di stampanti 3D per la plastica, perché altrimenti dovrei scrivere un papiro lungo quanto Guerra e Pace, quindi mi soffermo solo su uni dei più caldi che riguardano proprio le stampanti 3D, che stampano con diverse polveri metalliche.

Il “metodo del criceto” potrebbe salvare la vita dei tuoi operatori

Forse hai già sentito parlare del metodo del criceto: sono stato intervistato da Pole Position, Business 24 per la televisione ed è stato lì, sul quel divanetto, che ho parlato per la prima volta al pubblico di questa mia invenzione per proteggere gli operatori che lavorano con le stampanti 3D generaliste.

Durante il processo di stampa la polvere metallica viene sinterizzata, ovvero il laser fonde il letto di polvere ad altissime temperature (fino a 500 ◦C). Alcune polveri metalliche sono reattive e per questo motivo, quando vengono sottoposte alte temperatura e sono al contatto con l’ossigeno, esplodono, causando la morte dei tuoi operatori.

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Polveri reattive + alte temperature + ossigeno = ESPLOSIONE

Le polveri reattive, usate nella stampa 3D per metalli sono: il titanio, leghe di cobalto cromo, lega di alluminio e nichel ecc. Quando una stampante non è specializzata in un unico materiale, ma ti permette di sinterizzate qualsiasi polvere, da quelle reattive a quelle non reattive, deve sfruttare le qualità di un gas molto pericoloso: l’argon.

L’argon ha la capacità di neutralizzare l’ossigeno e toglierlo dalla camera di stampa, proprio per evitare le esplosioni. Sembra una soluzione ideale, anche se l’argon è famoso per le sue doti da serial killer, come puoi leggere in questo articolo. 

L’argon è inodore, incolore, insapore quindi una sua fuoriuscita NON si sente. Non ci sono mascherine che possano proteggere il tuo team di lavoro, ecco perché, per quelli che ormai hanno già investito in una macchina mortale che va ad argon, ho trovato una soluzione: il metodo del criceto.

 

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Metti un criceto sotto la tua stampante 3D: quando un giorno noterai il criceto a gambe all’aria, consiglio di far evacuare l’edificio e di attendere l’arrivo di esperti che si accertino che non ci sia stata una perdita di argon. Il criceto deve essere dotato di un campanellino al collo, come quello per le mucche, in modo che i tuoi operatori possono accorgersi della sua presenza, anche senza tenerlo sott’occhio costantemente.

Sembra un metodo assurdo, un rimedio un po’ fai da te, ma è l’unico che potrebbe evitarti una strage.

Purtroppo non ci sono segnali che ti avvertono della presenza di una fuga d’argon…

come spiega un’investigazione condotta dal TIAFT di Melbourne sulla morte di un ingegnere di soli 31 anni, trovato morto in un pozzetto di reazione di una fabbrica di bulbi.

I tentavi di rianimare il ragazzo, tramite un respiratore di artificiali sono stati vani. Secondo l’autopsia, una perdita di argon deve averlo soffocato poco dopo essere entrato nell’area per fare una riparazione. Nei polmoni i paramedici hanno rivelato quantità di argon superiori alla norma.

Tenere un criceto in azienda, però, non mi sembra proprio l’ideale per la sicurezza, ecco che io e il mio team ci siamo impegnati per rendere la stampa 3D per l’applicazione meccanica più sicura. Nel mondo in cui stiamo andando, il mondo post- COVID 19, la sicurezza sul lavoro sarà ancora più rigorosa e importante, ecco perché non mi occupo di stampanti 3D che sfruttano qualsiasi gas, ma ho progettato l’unica stampante 3D al mondo, specializzata solo nella famiglia degli acciai.

L’acciaio è una polvere metallica non reattiva: se viene sottoposta ad altissime temperature, al contatto con l’ossigeno non esplode.

Per questa sua preziosa caratteristica la stampante 3D4STEEL non usa l’argon, ma l’azoto, un gas inerte, che non appartiene a nessuna categoria di pericolosità, secondo anche la definizione del PuntoSicuro, quotidiano sulla sicurezza sul lavoro.

Non solo, dato che l’azoto è presente per il 79% nell’atmosfera terrestre:

grazie ad un generatore, con una stampante 3D4STEEL puoi avere il gas GRATIS

Mentre l’argon ti costa 0,80 euro al litro (un dato che varia a seconda della grandezza della stampante 3D).

Ma come funziona la stampante 3D4STEEL?

caso studio - 3D4STEEL - stampante 3DHo preparato per te un caso studio, dove potrai mettere in comparazione la tecnologia additiva con i metodi tradizionali: conoscerai i tempi e i costi di produzione e quanto questa tecnologia potrà velocizzare produzione dei tuoi componenti meccanici.

Puoi cliccare sul bottone rosso in fondo alla pagina per scaricare il tuo caso studio e scoprire tutti i dietro le quinte della produzione additiva.

P.S: vuoi ottenere un caso studio simile a quello che scaricherai, ma condotto su un tuo componente meccanico? Scopri come puoi accedere a questa opportunità unica, scaricando il caso studio.

Ricorda: you can’t do today’s job with yesterday’s methods and be in business tomorrow.

Ivano Corsini

Ivano Corsini

Fondatore e CEO di 3D4STEEL. Creatore del metodo CorSystem - Stampa 3D superveloce per la meccanica

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